Un po’ di storia
Come tante altre pratiche di cura del corpo, anche la decorazione delle unghie ha origini molto antiche. Colorare o disegnare le unghie poteva avere molti significati e fin dall’antichità si faceva con pigmenti naturali, per esempio in India le unghie si coloravano con l’henné.
Con l’evolversi della tecnologia si sono naturalmente affinate le tecniche e i materiali utilizzati e quindi già ai primi del novecento esistevano artifizi per colorare e irrobustire le unghie, sia per mezzo di smalti, sia per mezzo di unghie finte.
Negli Stati Uniti nel corso del Novecento si è sviluppato un vero e proprio culto delle unghie, venivano portate in forme e lunghezze diverse, decorate nei modi più fantasiosi e proprio perché l’esigenza di unghie molto lunghe era molto diffusa, si è fatto sempre più spesso uso di unghie finte.
A Parigi invece la moda imponeva un tipo di manicure più raffinata e naturale che è stata poi esportata negli Stati Uniti da Jeff Pink con il nome di effetto french o french manicure, moda che dilagò soprattutto grazie alle attrici di Hollywood.
Contemporaneamente però iniziò a farsi strada la tecnica della ricostruzione delle unghie, per mezzo di resine acriliche particolari ottenute da monomeri e polimeri che venivano a creare uno strato robusto sull’unghia. Con la tecnica della ricostruzione delle unghie si scoprì che si potevano ottenere unghie che, volendo, mantenevano l’aspetto naturale ma potevano permettere una maggiore lunghezza e resistenza.
In seguito la tecnica dell’acrilico per la ricostruzione delle unghie (piuttosto complessa e difficile e a base di prodotti chimici aggressivi) è stata affiancata da nuovi tipi di gel più facili da applicare e di composizione meno aggressiva. Entrambe le tecniche possono essere applicate sia sull’unghia naturale, sia su un’unghia posticcia (tip, cartina o altro).
Attualmente sono sempre più diffusi i nail bars o saloni per la ricostruzione delle unghie dove si effettuano le decorazioni più fantasiose e disparate.












